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Pedofilia e pornografia tra cronaca e condivisione materiale intimo

La pedofilia è caratterizzata da ricorrenti, intense fantasie sessualmente eccitanti, impulsi o comportamenti che coinvolgono adolescenti in età prepuberale o giovani. È una forma di parafilia che causa danno agli altri.

Cronaca dei giorni scorsi: caso di pedopornografia minorile a Roma

Nei giorni scorsi, una copiosa attività di indagine investigativa ad opera dalla Polizia postale di Milano e Roma, coordinata dalla Procura di Milano, ha permesso di portare alla luce una vera e propria attività illecita di pedopornografia.

L’uomo, padre della vittima, aveva più volte ripreso la figlia durante abusi per poi rivendere i filmati e i video su appositi canali web , operazione resa ancora più difficile dal nickname utilizzato.

L’arresto si è concretizzato al termine di una perquisizione in casa dell’uomo, coordinata con il supporto del Cncpo (Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online). Gli abusi, venivano ripresi con un semplice Iphone e successivamente condivisi in chat e inviati anche singolarmente.

In questo caso, le nuove tecnologie informatiche hanno aiutato e non poco, in quanto all’inizio non è stato facile ritrovare i file originali e i tanti indirizzi di posta utilizzati.

L’uomo, al momento, si trova nel carcere di regina Coeli con l’accusa di detenzione, produzione e cessione di materiale pedopornografico e per adescamento sessuale di un adolescente.

Il reato di pedopornografia e le modifiche della legge         

In accordo con i principi della Convenzione Onu del 1989 sui Diritti del Fanciullo, è stata elaborata la legge n.269 del 3 agosto 1998 “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pedopornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di schiavitù”.

È proprio l’art. 14-bis della l.269/1998 ad aver introdotto il Centro nazionale Contrasto della Pedopornografia Online, importante nella prevenzione e aggiornamento del database internet in riferimento ai siti pedopornografici.

Questa legge, per ovvie ragioni, ha subìto una serie di modifiche. Se pensiamo che oggi fenomeni come sexting, grooming o hate speech sono all’ordine del giorno, capiamo quanto sia importante prevenire e aggiornare i reati perpetrati attraverso lo strumento del web.

Tornando al quadro normativo di riferimento, suddetta legge ha subito interventi di specificazione, con la legge 38/2006 “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale sui bambini e la pedopornografia anche a mezzo internet” introducendo reati come pornografia minorile virtuale mediata dall’artt. 600 ter e 600 quater c.p..

Questo ultimo punto rappresenta una situazione di condivisione materiale tramite conversazioni telematiche.

Parafilie e disturbi parafilici DSM- Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali

Nella quinta edizione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, il termine parafilia indica “Qualsiasi persistente e intenso interesse sessuale diverso dall’interesse sessuale per la stimolazione genitale o i preliminari sessuali con partner umani fenotipicamente normali, fisicamente maturi e consenzienti”.

Ed è questa la natura del disturbo parafilico ovvero, nel momento in cui si manifesta questo comportamento si reca disagio o danno. Il DSM V identifica la natura non patologica delle parafilie, studiandole come una tendenza più che una malattia, ossia come il risultato di un atteggiamento.

E’ corretto chiarire che la parafilia è una condizione necessaria ma non sufficiente per diagnosticare il Disturbo Parafilico. Spesso, infatti, tali disturbi sono accompagnati anche da disturbi di personalità, in particolare il disturbo narcisistico o antisociale.

Fonte:

Criminologia dei sex offender- Roberta Bruzzone/ Alberto Caputo

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