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Investigazioni: quando una fotografia diventa una prova?

Secondo la legge le fotografie sono delle prove, tuttavia se vengono contestate dalla controparte non sono sufficienti ai fini giuridici

Di fronte alla necessità di far valere un diritto in sede di giudizio, una persona deve raccogliere delle prove che dimostrino la veridicità della propria tesi. Costituiscono materiale probatorio le registrazioni audio-video, le fotografie, i documenti testuali e le testimonianze di terzi. La raccolta di suddetto materiale deve avvenire nel rispetto della normativa vigente e dei limiti imposti dalla privacy.

Nello specifico, le fotografie, come le registrazioni audio-video, hanno valore probatorio ai fini giuridici, tuttavia se sono contestate dalla controparte non sono sufficienti come prova. Secondo l’art. 2712 del cod. civ., infatti, “le riproduzioni fotografiche, informatiche o cinematografiche, le registrazioni fonografiche e, in genere, ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime”.

Quindi, se una fotografia viene contestata dalla controparte, il giudice non può ritenerla indiscutibilmente vera. Questo non significa che la foto perde ogni valore probatorio, ma che il giudice non può decidere esclusivamente sulla scorta di essa. Ad esempio, per le fotografie digitali, è possibile che l’immagine possa essere modificata o alterata con appositi software e strumenti. La contestazione dev’essere fatta tempestivamente e soprattutto dev’essere motivata. In caso contrario, la fotografia costituisce prova legale nella sua conformità alle cose e ai luoghi rappresentati.

Affinché, una fotografia acquisisca pieno valore probatorio in sede di giudizio è necessario, inoltre, che la stessa sia confermata dal suo autore. In altri termini, che l’immagine sia supportata dalla testimonianza di chi l’ha fatta. È il caso dell’investigatore privato che per avvalorare il materiale fotografico raccolto nel corso delle indagini è chiamato a testimoniare in tribunale. La sua deposizione è di fondamentale importanza per confermare quanto visibile nell’immagine. Un altro aspetto importante è che la fotografia riporti la data di quando è stata scattata. Una fotografia priva di data, infatti, non ha alcun valore probatorio e alla controparte sarà sufficiente contestarla, senza giustificarne le motivazioni.

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