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Il Mostro delle Ardenne: la storia dei coniugi killer Fourniret e Olivier

Michel Fourniret è il Mostro delle Ardenne, pedofilo e serial killer francese, attivo tra la fine degli anni ‘80 e i primi anni 2000. Le sue vittime erano donne, perlopiù ragazzine, e venivano scelte perché vergini. Su Netflix disponibile una miniserie di cinque puntate.

La storia di Michel Fourniret “Il Mostro delle Ardenne”

Le Ardenne è una regione collinare che comprende tre stati europei: Francia, Belgio e Lussemburgo. In questo vasto territorio, coperto in gran parte da boschi e foreste, tra la fine degli anni ’80 fino ai primi del 2000, si consumarono decine e decine di delitti.

Questa è la storia del Mostro delle Ardenne, all’anagrafe Michel Fourniret, noto serial killer francese, che uccise diverse ragazze in un lasso di tempo di circa 14 anni. Al momento, le vittime accertate sono nove, altre dodici sono quelle sospette (e forse anche di più) per le quali Fourniret non sconterà mai una pena adeguata.

L’arresto del Mostro delle Ardenne risale al 2003, dopo un tentativo fallito di rapire una ragazza. La moglie Monique Olivier successivamente lo denunciò, confessando gli omicidi e la sua complicità, che le costò un ergastolo che sta tutt’ora scontando.

Il modus operandi e le condanne

Michel Fourniret non era soltanto un serial killer, ma anche un pedofilo. Seguiva le sue vittime, le rapiva, poi le violentava e in seguito le uccideva.

L’uomo ammise che le vittime venivano scelte in base ad un solo criterio: la verginità. In seguito, confessò che il suo desiderio insaziabile proveniva da un’epifania avuta da bambino, quando gli sembrò di aver avuto una visione della Vergine Maria che lo fece cadere in un profondo stato di estasi. Per tutta la vita cercò la stessa eccitazione.

La sua attività criminale iniziò nel 1987 e presumibilmente terminò intorno ai primi anni 2000, dopo la seconda carcerazione. Nel 2008 arrivò la prima condanna all’ergastolo, pronuncita dalla Corte D’Assise delle Ardenne per sette omicidi, grazie alla testimonianza di una ragazzina di tredici anni che riuscì a scappare dal furgone dove era stata rinchiusa.

Nel 2018 arrivò anche il secondo ergastolo, a seguito della confessione dell’omicidio della fidanzata di un suo compagno di cella, che gli chiese di rubare dell’oro per suo conto e che poi Fourniret tenne per sé. Con lo stesso, infatti, comprò il famoso castello di Sautou, nelle Ardenne, dove in seguito gli inquirenti ritrovarono diversi corpi brutalmente straziati.  

La morte di Fourniter e la serie Netflix

Secondo “Le Parisien”, Fourniret esalò l’ultimo respiro nel 2021, nell’unità ospedaliera Pitiè-Salpètrière, legata al carcere di Fresnes, dove stava scontando l’ergastolo. L’uomo soffriva di problemi cardiaci e Alzhaimer e da tempo ormai dava segni di delirio e scarsa lucidità.

In molti, dopo il suo decesso, hanno gioito, ma tra questi non figurano i familiari delle vittime, il quale corpo non è mai stato ritrovato. Inoltre, sembra che l’ex moglie, Monique Olivier, non sia stata attendibile negli anni quando ha tentato di fornire aiuto alla polizia per il ritrovamento dei corpi. L’opinione, piuttosto diffusa, è che il Mostro delle Ardenne si sia portato via dei misteri che resteranno per sempre irrisolti.

Di recente, questa storia ha ispirato la miniserie francese “Il mostro delle Ardenne: dentro la testa di Monique Olivier”, una visione obbligatoria per gli amanti del true crime. A dispetto di quello che si potrebbe pensare, la storia è incentrata quasi completamente su Olivier, considerata la “vera” mente criminale dei due coniugi.

La miniserie è interamente raccontata da testimoni, familiari delle vittime, personale giudiziario e corpo della polizia francese. Secondo la serie TV sarebbe stata proprio la donna ad adescare le povere vittime, spesso poco più che bambine, per poi servirle in pasto al terribile marito.

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