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Omicidi-suicidi: stiamo ignorando i problemi delle Guardie Particolari Giurate?

Sono numerosi i casi di Guardie Particolari Giurate che uccidono e si uccidono con l’arma di servizio. A Massimo Raffi, Presidente dell’Associazione Guardie Riunite d’Italia, abbiamo chiesto un quadro della situazione.

Quanti sono gli episodi di omicidio-suicidio in ambito familiare da parte di GPG negli ultimi anni?

Facciamo notare, che da studi di settore precedenti, si è evidenziato che la categoria delle Gpg hanno un tasso percentuale di azioni violente tramite l’utilizzo della loro arma di servizio più o meno equipollente a quello di altri soggetti appartenenti a corpi delle FF.OO, militari e/o corpi militarmente organizzati. Per azioni violente si intendeva il complesso di tutti quegli atti a sfondo criminale, con particolare riferimento all’ omicidio/suicidio.

L’evolversi dei tempi e degli studi, ha fatto rilevare che l’incidenza si è equiparata a quella media nazionale, ovvero a un calo degli atti criminali contro la persona. Nel 2022, dati aggiornati a settembre, l’incidenza dei suicidi di personale GPG, si rileva, su base numerica, una percentuale leggermente inferiore a quella registrata ad esempio per il personale della Polizia di Stato, che è il corpo armato delle FF.OO. con il maggior numero di suicidi.

Ad oggi, nel 2022, siamo giunti a quattro unità che si sono suicidate, tra le GPG, di cui l’ultimo il 2 ottobre 2022, con l’aggravante dell’omicidio della partner, inquadrando il caso come omicidio/suicidio.

Fonte: AGRI

Secondo le nostre analisi, all’interno del comparto vigilanza privata, lo screening evidenzia che i suicidi e gli atti violenti definiti femminicidi o violenza, sono i più alti. Questo tenendo conto delle tre variabili indicate come suicidio, tentato suicidio e femminicidio.

Ma per quali motivi una guardia giurata può portarsi l’arma a casa?

La figura giuridica e lo specifico titolo di polizia definito “porto d’armi per difesa personale” prevede proprio il poter portare l’arma su tutto il territorio nazionale, fatte salve le eccezioni di legge. Questo in quanto, vista la particolarità dei servizi svolti, la GPG è potenzialmente a rischi di ritorsioni. Unica forma compatibile per tutelare l’attività del personale operante. Questo è stato avvalorato dal Consiglio di Stato nel 1977, previa apposita sentenza.

La selezione – in particolare psicologica – delle GPG non dovrebbe essere più stringente?

In base alla attuale normativa, i requisiti minimi previsti dal Ministero degli Interni, sentito il parere del Ministero della Sanità, prevedono che il rilascio dei titoli sia previsto tramite certificazione medica. La nostra Associazione ha da anni sollevato quesito in merito proprio alla selezione psicofisica del personale da impiegare come GPG, con particolare riferimento all’aspetto psicologico, vista la natura particolare dei servizi cui gli operatori sono chiamati a svolgere. 

C’è da aggiungere che le GPG, in molti casi, anche se non statisticamente rilevati, si trovano ad operare in contesti e situazioni che portano a quella che viene indicata come patologia psichiatrica: il Burn Out. Da qui il nostro intervento presso il Ministero, per richiedere una maggiore attenzione al controllo del benessere psicologico delle GPG in servizio, al fine di evitare gesti e atti che poi diventano di rilevanza pubblica quando sfociano in violenza, omicidio e omicidio/suicidio.

Cosa scatta nella testa di una guardia giurata in quei momenti? Avete trovato degli elementi in comune tra i numerosi episodi?

Va precisato che la particolare natura dei servizi, svolti spesso in solitaria, portano a una depressione professionale, data dalla distanza sociale che dai suddetti deriva. Alla quale vanno aggiunti tutti i problemi che la vita quotidiana porta a ciascun individuo.

La GPG riveste un ruolo fondamentale nella sicurezza nazionale, che tecnicamente viene definita “sicurezza sussidiaria”. Questa figura complementare, riconducibile ad una autorità statuale, è comunque limitata legislativamente, ma ha una rilevanza sociale importante.

La GPG, quando nel proprio ambito familiare vede la totale perdita di controllo sulla propria vita privata, come avviene a volte anche in quella professionale, vive una forma depressiva che lo porta a compiere atti di violenza e finanche a giungere al femminicidio.

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