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Intercettazioni: GPS nell’auto del marito, moglie indagata

Una donna del mantovano è indagata per intercettazioni illecite: ha piazzato quattro cimici e un rilevatore GPS nell’auto del marito

È una storia dai contorni surreali, quella accaduta ad un uomo, residente nella provincia di Mantova, spiato dalla moglie perché follemente gelosa. La donna, aiutata da un’agenzia di investigazioni private, ha istallato nell’auto del marito quattro microfoni e un rilevatore GPS. Ossessionata dalla gelosia, voleva monitorare ogni spostamento dell’uomo, nonché intercettare e registrare tutte le sue conversazioni. La vicenda per lei è andata però a finire male. Una volta scoperta, è finita indagata per interferenze illecite nella vita privata altrui.

Un giorno, mentre stava guidando, l’uomo si è accorto di uno strano rumore che proveniva da sotto il bracciolo del sedile. Allora, si è fermato per controllare e con grande stupore ha trovato il rilevatore GPS che si era staccato. In quel momento, sconvolto e preoccupato al tempo stesso, ha cominciato a frugare nell’abitacolo della propria auto. Alla fine, ha trovato quattro microfoni posizionati sotto i sedili anteriori. Senza la benché minima idea di chi potesse essere stato, l’uomo si è precipitato in Questura per denunciare il fatto e consegnare il materiale rinvenuto nella propria auto alle Forze dell’Ordine, le quali hanno aperto subito un’indagine.

Ritornato a casa, ancora scosso per l’accaduto, ha confessato alla moglie di essere spiato, del ritrovamento del GPS e delle cimici. In preda al panico per le conseguenze della denuncia e preoccupata per le indagini che la polizia aveva iniziato a fare, la donna ha confessato al marito la verità. A quel punto, l’uomo, nonostante il comportamento insensato della moglie, ma cercando di comprendere le sue motivazioni, l’ha perdonata ed è ritornato in Questura per ritirare la denuncia. Ma non vi è riuscito. Essendo la tipologia di reato denunciato perseguibile d’ufficio e non a querela di parte, la moglie, insieme ai responsabili dell’agenzia investigativa, dovrà rispondere delle proprie azioni davanti a un tribunale.

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