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Fabio Massa: cosa vuol dire fare indagini digitali, oggi

Qual è il ruolo delle indagini digitali, oggi? Cosa fa, cosa non può fare, insomma, l’esperto informatico forense? Lo abbiamo chiesto a Fabio Massa, Digital Forensic Examiner.

Allora, qual è lo stato dell’arte nella ricerca di prove su dispositivi elettronici?

Stiamo vivendo una particolare epoca storica caratterizzata dalla diffusione e progressiva espansione a livello mondiale di Internet e dei sistemi informatici, condizione che ha sviluppato un processo di digitalizzazione che coinvolge, non solo la sfera privata delle persone, ma anche l’intero mondo del lavoro. Se da un lato globalizzazione e digitalizzazione agevolano i processi sociali e professionali, dall’altro aumentano le possibilità di essere coinvolti in episodi di criminalità informatica.  

Per contrastare i crimini informatici è nata la digital Forensics, una branca delle scienze forensi che si occupa principalmente di analizzare i dati conservati all’interno di dispositivi digitali. Oggi, la digital forensics con tutte le sue specialità e peculiarità, permette di contrastare questo fenomeno in larga scala. Gli specialisti come me utilizzano le discipline, tecniche e tecnologie di questa importante scienza forense per acquisire ed analizzare dispositivi informatici coinvolti in molteplici situazioni criminogene.

L’informatico forense ha il gravoso compito di ricavare evidenze digitali potenzialmente probatorie dai più svariati dispositivi informatici, rispettando le linee guida e le best practices internazionali in materia di digital forensics, preservando l’integrità delle fonti digitali, garantendo la ripetibilità degli accertamenti tecnici.

Qual è stata la prima volta che un’indagine informatica è stata usata, nel nostro Paese? 

Non è possibile definire esattamente un periodo temporale preciso, ma è certo che le prime indagini informatiche forensi in Italia, seppure con metodologie molto diverse da quelle attuali, risalgono ai primi anni ’90. Le ricordo bene poiché sono stato oggettivamente uno dei pionieri dell’informatica forense in Italia, e questo la dice lunga sulla quantità dei miei capelli bianchi.

Di quali casi ti sei occupato e quale ti ha dato la maggior soddisfazione professionale (o ti ha lasciato l’amaro in bocca)? 

Sono tantissimi i casi di cui mi sono occupato nella mia carriera, anche di fama internazionale, ma quelli che mi hanno dato maggiore soddisfazione professionale sono le indagini, estremamente complesse, che ho eseguito personalmente, legate al serial killer Donato Bilancia, anche di natura telematica, e le indagini legate a terrorismo internazionale, delle quali ometto la descrizione, che hanno incluso in particolar modo il Dark web, le cryptovalute ecc.

L’amaro in bocca solo quando non riesco, per evidenti limiti hardware e software, a portare a termine un’indagine digitale complessa.  Sono molto testardo e cocciuto nella mia professione, è la mia passione e cerco di dare il massimo utilizzando tutta la mia conoscenza e le mie energie pur di giungere alla verità, per dovere verso le vittime.

A che livello è la formazione in Italia per il tuo settore? Quale percorso formativo per chi vuole intraprendere questo lavoro? 

Esistono ottimi percorsi formativi, in continua espansione, che possono aiutare ad intraprendere questa specifica carriera professionale. Logicamente è necessario possedere di base un’ottima alfabetizzazione informatica, conoscenza dei linguaggi di programmazione e una naturale innata predisposizione per l’informatica. Per quanto riguarda la preparazione di base ovviamente il percorso ingegneristico informatico è fortemente raccomandato per proseguire poi con master in informatica forense e il conseguimento delle certificazioni di settore internazionali, come quelle offerte, ad esempio, da Encase, Exterro, Cellebrite Oxygen ecc. ecc.

E che livello di comprensione, rispetto alle possibilità tecniche del tuo lavoro, trovi oggi in magistrati e avvocati?

Purtroppo il livello di comprensione e di preparazione, che ho constatato personalmente, tra avvocati, magistrati e giudici è ancora molto scadente. Purtroppo non ho visto alcun miglioramento negli ultimi anni, nonostante siano presenti molti eventi formativi specifici sulla Digital Forensics orientati proprio ad aiutare avvocati e magistrati in questo complesso mondo delle investigazioni informatiche.

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