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White collar crime: la criminalità economica tra attività imprenditoriale e criminalità organizzata

La criminalità economica si sviluppa nei mercati finanziari e li influenza. Frodi, corruzione e riciclaggio seguono l’evoluzione dell’economia proprio perché sfruttano i mercati finanziari. La criminalità dei colletti bianchi è posta in essere da persone rispettabili, di alto livello sociale nel corso della propria occupazione, nella quale ricoprono generalmente ruoli dirigenziali.

Il criminologo Edwin Shuterland tra gli anni 40-50 pone per primo l’attenzione su questo delicato tema nell’opera “White Collar Crime” (1940), che rappresenta una vera e propria svolta nella sociologia della devianza. In precedenza, infatti, la criminalità era considerata appannaggio delle classi meno ricche mentre la teoria di Shutherland mette in evidenza quanto alcuni comportamenti vengano posti in essere anche da persone rispettabili.

Per Sutherland le condotte criminali dei colletti bianchi non sono etichettate come devianti perché questi reati suscitano una scarsa reazione sociale da parte della collettività: bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e frode fiscale sono percepite dal contesto sociale come semplici infrazioni, termine che suona ben diverso da quello con cui si descrivono altri reati come l’omicidio o la rapina, suscitando dunque minor clamore sociale.

La prevenzione di questo tipo di criminalità avviene non solo attraverso  l’inasprimento di pene previste per tali condotte ma anche attraverso l’adozione di “codici etici” da parte delle varie aziende. L’attenzione al fenomeno, però, è relativamente recente in quanto attuale è il clamore sociale che questa criminalità suscita: la criminalità economica sfrutta il minor clamore sociale che genera rispetto ad altri reati e le carenze legislative.

Negli Usa sono stati eclatanti i casi della WorldCom, (importante società di telecomunicazioni che ha alterato i bilanci ed è fallita) e della Enron (scandalo aziendale che vide coinvolti manager, politici corrotti e consulenti, creando debiti inesistenti per far fallire la società), che hanno portato ad una vera e propria rivoluzione nei mercati finanziari.

Dopo il caso Enron il problema dei conflitti di interesse è diventato oggetto di attenzione negli USA e in parte in Europa. Spesso i reati economici sono tra di loro interconnessi perché presenti nel medesimo disegno criminoso, come spesso accade nelle frodi al bilancio dell’Unione Europea. L’interdipendenza tra i reati economici dimostra quanto la criminalità economica si sia specializzata e organizzata nella commissione dei reati economici, consentendo di massimizzare i profitti e minimizzare i rischi.

La continuità tra criminalità organizzata e criminalità economica determina l’allargamento della cosiddetta zona grigia nella quale le attività criminali e i criminali stessi si confondono con le attività legali e con i professionisti che operano nella legalità.

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