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Weapon effect & Weapon focus

Effetto & focus armi, cosa sono e come possono influenzare la memoria di un evento traumatico

La Weapon effect (effetto armi) è una teoria molto dibattuta nel campo scientifico della psicologia sociale. Fa riferimento alla presenza di un’arma o di un’immagine di un’arma che induce l’uomo ad avere un comportamento aggressivo, una specie di eccitazione prodotta dall’impulso visivo dell’oggetto. Un effetto nuovo, coniato in un articolo del 1967 di Leonard Berkowitz e Antony Le Page; la loro ipotesi prevede che gli stimoli che vengono comunemente associati all’aggressività (come le armi) possono suscitare maggiore aggressività nelle persone, capaci di agire in modo aggressivo.

Le armi non solo consentono la violenza, ma possono anche stimolarla. Il dito preme il grilletto, ma il grilletto potrebbe anche tirare il dito.

Un esperimento e uno studio davvero affascinante. In primo luogo gli studenti universitari, che hanno preso parte a questo primo esperimento, sono stati divisi tra loro.
Seduto ad un tavolo, pieno di oggetti vari, tra cui alcune armi, il partecipante veniva irritato da un secondo partecipante chiamato “confederato”. Il partecipante che subiva le istigazioni doveva decidere a che intensità fornire la scossa elettrica al confederato; le scosse elettriche sono state utilizzate per misurare il livello di aggressività. Il docente chiedeva più volte ai partecipanti di non dare peso agli oggetti sul tavolo ma ciò sembrava al quanto impossibile. Difatti, i partecipanti che hanno visto le armi erano decisamente più aggressivi di quelli che avevano visto solo gli oggetti più innocui.

La ricerca mostra che anche i conducenti con le armi nelle loro auto hanno maggiori probabilità di guidare in modo aggressivo.

La Weapon Focus (focus sulle armi) è la concentrazione su un’arma da parte di un soggetto che conseguentemente presenta l’incapacità di ricordare accuratamente i dettagli del crimine. La focalizzazione sulle armi è un fattore che influisce pesantemente sull’attendibilità delle testimonianze oculari. Nella fattispecie, il soggetto testimone di un crimine, concentra tutta la sua attenzione sull’arma dell’autore, ciò causa problemi alla memoria e si assottiglia l’attenzione sul resto della scena dell’evento, compreso, viso, vestiti, veicolo ecc.

L’esistenza di questo effetto è stato apportato nella psicologia forense da Elizabeth Loftus, Yuille e Burns. Gli studiosi sono riusciti a dimostrare che un testimone ricorda meno specifiche di un crimine, così come l’autore, in presenza di un’arma, al contrario quando l’arma non è presente.

Tale fenomeno è attribuito a una eccitazione cognitiva del testimone.

Nel 1976, in uno dei primi studi su questo fenomeno, Johnson e Scott portarono 2 gruppi di partecipanti in un laboratorio, pensando loro che fosse un esperimento sulla memoria umana. Quando in realtà, la loro partecipazione prevedeva una simulazione destinata a determinare l’influenzabilità della memoria del testimone oculare dell’evento, in presenza di un’arma. Mentre i partecipanti del primo gruppo, in situazione di controllo, erano seduti nella sala d’attesa e sentivano una conversazione tra due persone a seguito della quale un uomo usciva da una stanza con le mani sporche e un pennello; i partecipanti del secondo gruppo, in condizione sperimentale, seduti in egual modo del gruppo 1, sentivano una violenta conversazione, a seguito della quale dalla stanza usciva un uomo con in mano un coltello insanguinato. I risultati dello studio mostrarono che durante il riconoscimento fotografico i partecipanti del gruppo 1 erano più propensi ad identificare con precisione l’uomo che avevano visto (49%), rispetto ai partecipanti del gruppo 2 (33%).

Successivi studi hanno dimostrato che, alla presenza di un “oggetto insolito”, si presenta comunque aggressività e eccitazione cognitiva. Infatti l’effetto si evidenzia quando un oggetto non si adatta allo schema della situazione.

L’attenzione è prettamente concentrata sull’oggetto insolito e chi guarda presta meno attenzione agli altri oggetti presenti sulla scena dell’evento, rendendo così più ostico il richiamo alla memoria. Possiamo fidarci allora della nostra memoria?

Negli ultimi anni sono stati condotti alcuni studi che hanno approfondito questo fenomeno, con l’obiettivo di ridurre la concentrazione sulle armi delle persone che assistono a un crimine.

“Se il focus sull’arma fosse un processo automatico, l’orientamento dell’attenzione potrebbe essere fuori dal controllo di un testimone oculare. Tuttavia, se l’orientamento dell’attenzione del testimone non fosse automatico, potrebbe essere possibile insegnare a ignorare la presenza dell’arma.”

È stato dimostrato che con un buon addestramento, utilizzato per preparare le persone con più alto rischio di esposizioni a eventi di questo tipo, come: cassieri dei supermercati o di banca, e a tutte quelle persone che per il tipo di lavoro che svolgono possono essere soggetti esposti a rischi elevati, è possibile superare il weapon effect e il weapon focus.

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