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Pedopornografia & social

Concezione e aspetti in ambito forense sulla pedofilia online

La pedofilia è considerata come una psicopatologia, visto che l’interesse sessuale nei confronti è bambini è considerato un’alterazione d’interesse clinico (patologico); per questo nel DSM-V è inserita tra le parafilie, come alterazioni a carico della sfera sessuale. In merito al concetto di psicopatologia è bene precisare che, non si tratta di un concetto in cui viene a mancare la lucidità del gesto (es. schizofrenia), ma in questo caso, la maggior parte dei pedofili sono consapevoli della natura deviata delle proprie azioni. Si parla di una psicopatologia lucida, poiché in queste persone l’alterazione psicologica è limitata all’atto sessuale nei confronti dei minori e la capacità d’intendere e di volere non è assolutamente compromessa dalla pulsione.

La domanda più frequente è: bisogna parlare di crimine o di psicopatologia? Non esiste però un confine invalicabile tra queste due dimensioni del Child Sex Offender (pedofilo). Secondo vari studi è stato accertato che, alla base dell’operato criminale del pedofilo, ci sarebbe un sentimento di inadeguatezza nei confronti di un partner adulto.

Il lavoro del criminologo in tal caso consiste nel saper analizzare e ricostruire ciò che accade nella mente del soggetto deviante, ma oggi ci sono diversi ostacoli, invisibili, che rendono più difficoltoso il lavoro dei professionisti.

I social network stanno comportando dei rischi irreparabili. I pedofili dispongono di infinite possibilità di adescare la vittima, circuirla e coinvolgera (inviare foto, video, involontariamente o anche sotto minaccia). La più frequente è la possibilità di circuire e di incontrare fisicamente le vittime. Il primo contatto si ha su una piattaforma di messaggistica (kik, facebook, whatsapp) in cui, dopo i primi approcci “normali” semplici e senza malizia, iniziano ad arrivare le richieste di foto e video, un po’ come se fosse un gioco. Il pedofilo è molto scaltro e sa come soggiogare la persona con cui sta parlando; il rapporto si concretizza, si crea una struttura di fiducia tra le parti, così da permettere al reo di conoscere ogni particolarità della vita privata del minore.

Questa metodologia di adescamento non è solo utilizzata nelle chat più comuni, ma ultimamente si sta trasportando questo crimine all’interno delle chat dei giochi online, dove sono presenti milioni di utenti, di ogni età. È stato appurato che questo metodo strategico è attuato tramite degli escamotage per ottenere la fiducia dei giocatori di minore età, per poi invitarli su altre piattaforme di messaggistica privata; a questo punto la conversazione è determinata esclusivamente all’invio di contenuti a sfondo sessuale e non più attinenti al gioco.

Oggi ci troviamo in un’epoca in cui il materiale pedopornografico viaggia velocissimo, una problematica invisibile, nascosta da sotterfugi sempre nuovi e più efficaci per sventare i controlli. Una grande difficoltà è proprio quella di saper individuare e identificare le vittime.

La Polizia Postale con il supporto dell’European Cybercrime Center dell’Europol (EC3) cercano quotidianamente di intensificare il lavoro di collaborazione a livello nazionale e internazionale atto a identificare gli autori ma anche le vittime degli abusi sessuali verso i minori.

L’identificazione delle vittime è un lavoro da non sottovalutare, è un’attività piena di ostacoli che, molto spesso, sono difficili da superare. Il numero delle vittime è in continuo aumento, le capacità del reo cambiano e “migliorano” costantemente.

Il lavoro dovrebbe essere svolto a 360° a livello internazionale, una collaborazione attiva tra le varie organizzazioni mondiali. Utile alla lotta contro la pedofilia che predomina sul web, è l’attivazione del settore di Informatica forense; un’investigazione che utilizza strumenti informatici come framework forensi digitali e soluzioni software come:

– Digital Forensics Framework

– SIFT

– X-Ways Forensics

– Cellebrite UFED

Alcune tipologie di software forensi che forniscono un ampio spettro di soluzioni e servizi; così come altri programmi per la cattura dei dati, analizzare le mail, individuare in modo dettagliato alcuni sistemi operativi; strumentazioni di alta qualità che riescono ad estrarre con precisione le informazioni dell’utente.

Grazie all’informatica forense è possibile combattere questa minaccia “virtuale”, cercando di ridurre la fatalità del crimine pedopornografico, identificando e scovando i responsabili, così come individuare anche le vittime che silenziosamente accusano l’abuso. Un lavoro con doppia finalità, eliminare la minaccia e monitorare l’intera rete internet, cercando di aumentare la salvaguardia dei minori e di tutte le fasce più deboli.

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