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Silvia Chiara Segato de L'occhio creepy di Youtube

L’Occhio Creepy: “Nei miei video racconto le storie delle vittime perché non vengano mai scordate”

“Mi chiamo Silvia. Racconto storie True Crime e misteriose”, si presenta così Silvia Chiara Segato de L’Occhio Creepy di Youtube, un canale crime seguito da oltre 158 mila appassionati di cronaca nera. A ForensicNews ha spiegato come nascono i suoi seguitissimi video.

Il suo modo di raccontare casi di cronaca e storie criminali è un marchio di fabbrica che la rende immediatamente riconoscibile. Uno storytelling, il suo, capace di cogliere dettagli su vittime e carnefici, tanto coinvolgente che se si inizia un video è impossibile non arrivare fino alla fine. Raccontare le storie delle vittime per Silvia Chiara Segato de L’Occhio Creepy di Youtube è un modo per “non scordarle mai”.

Silvia, sei una delle più note youtuber crime, quando è nata la tua passione per il crimine? 

La mia passione per il crimine nasce da adolescente, ricordo che guardavo in televisione i programmi tv di Carlo Lucarelli, il suo stile mi è sempre piaciuto, e credo che all’inizio del mio percorso, abbia inevitabilmente influenzato il mio stile…

Alla fine, crescendo ho virato verso l’horror, ma il true crime è sempre stato un argomento per me interessante.

Oggi sono riuscita a trasformarlo in un lavoro, e mi sento davvero fortunata.

I tuoi video sono ricchi di immagini, foto, dettagli dei casi che stai raccontando, come nascono e quanto tempo di lavorazione richiedono? 

I casi nascono da molte richieste fatte dai miei iscritti, ma spesso sono io che trovo dei casi che reputo interessanti per il mio pubblico.

La scrittura di un video richiede circa 6/7 ore, dipende anche dalla lunghezza, per alcuni casi ci ho messo giorni.

Poi c’è la fase della ricerca delle foto, ci metto un paio d’ore di solito, anche perchè mentre scrivo il video, se trovo già delle foto, le salvo di modo da non doverle andare a cercare giorni dopo.

C’è stato un caso che hai faticato a raccontare o che ti ha colpito in modo particolare? 

Ci sono molti casi che mi hanno colpito, ma quello che mi ha fatto più male in assoluto è il caso Vannini.

Sei mai stata contattata da persone in qualche modo legate ai casi di cronaca di cui hai parlato? 

Non sono stata contattata prima di creare il contenuto, ma molti si sono fatti avanti dopo l’uscita dei miei video, come ad esempio il ragazzo sfigurato con l’acido, William Pezzulo.

La tua community è molto numerosa, come mai secondo te c’è questo forte interesse per la cronaca nera e cosa cercano nei tuoi video? 

L’interesse per la cronaca a mio avviso è sempre esistita, basti pensare ai programmi tv, che registrano sempre alti ascolti, nonostante gli anni, come Quarto Grado e Chi l’ha visto.

C’è a mio avviso interesse nello scoprire cosa si nasconde dietro alle storie di cronaca nera, ci sono casi davvero assurdi, casi incredibili, quello che provo a fare io è strutturare un video in cui nulla è scontato, in cui cerco di essere chiara, di raccontare i fatti, e soprattutto cerco di raccontare la storie delle vittime, è molto importante non scordarle mai.

Non so esattamente cosa cerchino in me le persone che scelgono di seguire i miei video, posso dirle che ricevo parecchi complimenti per le mie narrazioni, forse è proprio la struttura dei miei video che piace.

Ti è mai capitato di avere dei follower problematici, magari invadenti o che ti hanno scritto insulti? 

Di follower invadenti non ne ho mai avuti, ne ho incontrati parecchi e sono sempre stati gentili ed educati con me.

Coloro che mi insultano non li considero follower, e purtroppo nessuno, nè io, nè le mie colleghe, ci salviamo dai commenti sgradevoli, che spesso mirano semplicemente a buttarti giù moralmente.

Col tempo, parlo per me, uno scudo me la sono fatta, ma ammetto che ci sono persone che non colpiscono me, ma le persone che mi stanno intorno, le persone che fanno parte della mia vita al di fuori di YouTube e questa cosa mi da immensamente fastidio.

Come vedi L’occhio creepy fra qualche anno e quali sono i tuoi progetti futuri? 

Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni è che internet corre veloce.

Quello che devo fare come content creator è stare sempre al passo, cerco di vivere mese per mese, quindi non so dove mi vedo tra 5 anni, la speranza, però è quella di continuare questo percorso per poter crescere sempre di più.

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