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Fotografia forense

Tecniche di ripresa generale e particolare, la foto come fonte di prova

La fotografia, subito dopo la sua invenzione, è stata utilizzata come mezzo strumentale asettico e obiettivo, in grado di accertare e testimoniare una verità giudiziaria. Grazie a questo i metodi scientifici per la fotografia degli eventi delittuosi e scene criminis (fotografia forense) ha seguito passo passo la storia della giurisdizione per tantissimo tempo.

Alphone Bertillon, fotografo francese, creò un protocollo scientifico, che era in grado di rappresentare le varie vicissitudini e particolarità di una scena del crimine. Le prime immagini venivano scattate con una macchina “zenitale” montata su un treppiede altro 2 metri o poco più. Lo strumento veniva collocato in modo verticale, esattamente sotto la scena da catturare, accompagnate da precise scale metriche. Si ebbe così la prima foto che rappresentava in modo preciso e congelato la scena del crimine, utilizzata poi dalla polizia e dagli inquirenti. I metodi ideati da Bertillon saranno utilizzati per diversi anni anche per continuare ad avere sempre una visione “obiettiva” di ogni scena dell’evento.

La fotografia forense prevede:

1. Documentazione di luoghi e cose

2. Repertazione come fonte di prova

Nel punto 1. Si intende la fotografia mirata a “congelare” una scena del crimine, esattamente nello stato in cui si trova al momento dell’accesso.

Bisogna sempre osservare e documentare ESTERNAMENTE:

lo stato di tutte le probabili vie di accesso e di fuga;

la condizione di eventuali sigilli apposti ove l’ambiente sia stato posto in sequestro giudiziario;

gli ambienti e i luoghi circostanti la scena criminis;

apponendo per ogni fotografia, un riferimento metrico leggibile all’interno dell’immagine posto in maniera da non alterare la scena.

Conclusa la documentazione esterna si procederà INTERNAMENTE:

entrare all’interno della scena utilizzando un percorso idoneo a preservarlo al massimo;

organizzare le sequenze fotografiche nomenclando: luogo o ambiente (A, B, C, ecc.), reperto (1, 2, 3, ecc.);

posizionare dei coni contrassegnati con le lettere relative a ciascun luogo o ambiente esaminato;

Ogni ambiente che viene osservato deve essere metodicamente fotografato da almeno due posizioni diverse, possibilmente opposte. La miglior cosa è fare quattro scatti per ogni punto cardinale, in modo da poter orientare in modo specifico ogni foto; in ogni caso è doveroso riprendere sempre le vie di accesso/uscita al fine di dare una consequenzialità alle fotografie dei vari ambienti.

Tutte informazioni che sembrano poco rilevanti ma con la finalità di poter ricostruire un fatto assumono una estrema importanza. Dal punto di vista dell’intelligence bisogna aggiungere ulteriori step riguardo la documentazione dell’evento, ciò consiste in ulteriori scatti più specifici e dettagliati, utilizzando delle apparecchiature particolari.

Le foto devono essere effettuate su due serie separate: con e senza riferimenti. I fotogrammi di ogni tipo di ripresa (lungo, medio e corto raggio) devono essere legati da una precisa sequenza che individui e contestualizzi le informazioni (Evidences) andando dal generale al particolare.

La fotografia deve essere anche sviluppata con “largo raggio” che riesce ad illustrare un’area della scena del crimine ritenuta d’interessa per la presenza di più tracce. Cosi come lo scopo di una fotografia “panoramica” che è in grado di documentare (provare) l’esistenza e la posizione di un determinato settore della scena criminis.

La fotografia in ambito forense è utilizzata come fonte di prova; i fotogrammi prodotti servono a documentare le tracce, lo stato dei luoghi, o altro genere di informazioni/situazioni che non possono essere asportate o conservate. In tal caso la fotografia viene scattata perpendicolarmente. Diversamente i riferimenti metrici perderebbero di valore o sarebbero di difficile utilizzo in sede di futuro confronto o analisi dell’informazione raccolta (dattiloscopio, antropometrio, dibattimentale, ecc.).

Esiste un fascicolo fotografico? Non esiste una regola precisa, è parte integrante del verbale di relazione che permetterà al magistrato/avvocato di visualizzare in toto la scena del crimine, le fonti di prova e tutte le operazioni compiute per raccogliere le informazioni. È importante mantenere sempre gli stessi riferimenti metrici, già utilizzati nel verbale/redazione redatto; ogni pagina del fascicolo deve essere contrassegnata e validata con timbro e firma; dove siano effettuati ingrandimenti, ritagli o evidenziazioni bisogna sempre lasciare a disposizione l’originale delle parti.

Uno strumento molto importante durante le osservazioni di una scena dell’evento, per questo la mole di informazioni che si possono estrarre da un’immagine è davvero notevole, legata, ovviamente, ad una risoluzione d’immagine alta e definita ed ai metodi di acquisizione della stessa.

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