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Entomologia forense

Investigazione criminalistica: protocollo entomologico sulla scena del crimine violento.

La criminalistica è una tecnica, particolare e complessa, dell’investigazione scientifica criminale, che studia l’insieme dei mezzi, prodotti dalle varie scienze forensi, per l’accertamento dell’oggettività di un reato fino alla scoperta del reo. Vede la sua applicazione nelle indagini che si compiono direttamente sulla scena dell’evento, o scena del crimine.

La scena dell’evento è il testimone diretto dell’episodio delittuoso su cui si concentrano le più delicate attività investigative. L’esperto in campo, ossia il Crime Scene Analysis, è in grado di evidenziare quegli elementi oggetti di giudizio, riconducibili al rapporto tra vittima e carnefice. Gli elementi vengono raccolti e opportunatamente repertati; successivamente, messi in relazione tra loro, devono combaciare perfettamente come le tessere di un puzzle. Il fine ultimo è estremamente importante perché diviene uno strumento utile e ineguagliabile per la risoluzione del caso.

Il nostro ordinamento giuridico nel procedimento penale prevede che, per la prova che si forma contro l’imputato nel dibattimento, è indispensabile che ci siano 3 indizi coesistenti: gravi, precisi e concordanti.

Nei crimini più efferati e violenti, molte volte, si ricorre allo studio particolareggiato di una branca della criminalistica: l’entomologia forense. L’entomologia forense, una branca della zoologia, studia gli insetti e gli altri artropodi; dal loro esame è possibile ricavare degli elementi decisivi per la persecuzione di un reato.

Negli ultimi anni lo studio degli insetti ha riscosso particolare successo nelle aule dei tribunali, grazie al continuo sviluppo scientifico e strumentale dell’investigazione scientifica entomologica. Lo studio degli insetti, poco gradevoli agli addetti ai lavori e alle Forze dell’Ordine durante il sopralluogo, costituiscono in realtà preziose informazioni sull’accertamento dei fatti, molte volte del tutto inspiegabili.

In questi anni, la disciplina, ha conquistato molto interesse da parte degli scienziati forensi, particolarmente in Europa e in America, dove esistono già delle figure professionali specializzate che affiancano la magistratura durante le indagini. In Italia, questa tipologia di investigazione non ha ancora sviluppato quell’interesse concreto da poter vedere i nostri specialisti al fianco della giustizia.

Il primo studio sulle mosche, per la risoluzione di un crimine, è datato tra il 907 e il 960:

<< un ufficiale di polizia del periodo, nel sentire una donna piangere chiese cosa fosse successo. La donna rispose che il marito era morto a causa di un incendio […] lo stesso ufficiale, nel corso dell’esame esterno del cadavere, sulla testa del soggetto osservò raggruppate diverse mosche. Durante l’autopsia nel distretto laddove si concentrarono le mosche fu individuata una grossa ferita. Questa evidenza costrinse la donna a confessare l’omicidio del marito con la complicità di un altro uomo>> (in Greenberg e Kunick, 2002).

Un manuale relativo alle investigazioni sulla scena dell’evento, “Washing Away of Wrongs” di Sung Tz’u pubblicato nel 1247, riporta un caso di omicidio in Cina, avvenuto in piena estate; un uomo, ucciso con numerose ferite alla testa è stato trovato lungo la strada che conduceva a un piccolo villaggio. L’investigatore di quel periodo, durante le indagini, ordinò ai cittadini di schierare le loro falci a terra. Durante l’osservazione degli utensili, posti al fermo per accertamenti, una mosca avendo percepito l’odore del sangue si posò su una falce del sospettato; difronte a tale evidenza il soggetto confessò il crimine commesso.

Ecco come l’entomologia ha iniziato il suo percorso, trovando applicazione nei casi di morte avvenuti in circostanze sconosciute o in ritrovamenti di corpi in avanzato stato di decomposizione. La relazione che si ha tra corpo in decomposizione e insetto offre all’esperto elementi utili alla ricostruzione della scena del crimine. La datazione dell’epoca della morte tramite il metodo entomologico si basa sull’età larvale dei necrofagi, sopraggiunti nei corpi esposti. Questo studio è molto importante ai fini valutativi del corpo, è osservabile lo spostamento del corpo nel luogo in cui è morto o se abbia subito traumi o mutilazioni ante mortem.

L’attività di alcuni animali può alterare le condizioni tanatologiche, provocando alcune lesioni definite artefatti post mortem. In casi simili, l’esperto forense, dovrà ricostruire e stabilire la dinamica del fatto delittuoso, la modalità e la causa della morte che risulteranno davvero ostici.

Durante un sopralluogo giudiziario, l’esperto esamina la scena del crimine, osservando dettagliatamente: l’ambiente, la posizione e lo stato di conservazione del corpo, così come la presenza della fauna prima e dopo la rimozione del corpo.  I reperti entomologici devono essere accuratamente raccolti seguendo le linee guida internazionali, Amendt et al., 2007.

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