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Concorrenza sleale, l’ex agente non può utilizzare la lista clienti della società per cui ha lavorato

È concorrenza sleale quando l’ex agente si adopera per acquisire sistematicamente i clienti dellazienda per cui ha lavorato

Di recente, il Tribunale di Torino si è espresso circa la liceità da parte dell’ex agente (o dipendente) di acquisire i clienti dell’azienda per cui ha lavorato. Nello specifico, la sentenza si sofferma sulla possibilità da parte del collaboratore di disporre della lista clienti della sua ex azienda con lo scopo di effettuare proposte commerciali relative alla nuova azienda per cui lavora o per sé stesso. Il tribunale ha definito la lista con i nominativi dei clienti facente parte il patrimonio aziendale “anche se non espressamente qualificata come informazione segreta”. Stando a quanto stabilito dalla legge, e in assenza di un patto interno di non concorrenza, un agente può fare concorrenza all’ex azienda, tuttavia dentro determinati limiti.

Il Tribunale di Torino infatti ha confermato che l’appropriazione e l’utilizzo in modo sistematico della lista clienti dell’ex azienda costituisce un illecito. Allo stesso modo, anche l’utilizzo delle liste clienti per velocizzare l’accesso al mercato implica il reato di concorrenza sleale per violazione di informazioni riservate. Tuttavia, l’ex agente è libero di inviare proposte commerciali ad alcuni clienti con cui aveva rapporti, anche se clienti della società per cui ha lavorato. In sintesi, egli non potrà utilizzare a proprio favore solo le informazioni e i dati che vanno al di là del proprio bagaglio di conoscenze lavorative o professionali.

In materia di concorrenza sleale, si è espressa in passato anche la Corte di Cassazione con la sentenza n.18772/2019. Nello specifico, gli ermellini hanno sottolineato che “per integrare gli estremi di un atto di concorrenza sleale è necessario che le informazioni acquisite o utilizzate costituiscano un complesso organizzato e strutturato di dati cognitivi, seppur non segretati e protetti, che superino la capacità mnemonica e l’esperienza del singolo normale individuo e che configurino così una banca dati che, arricchendo la conoscenza del concorrente, sia capace di fornirgli un vantaggio competitivo”.

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