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Vigilanza e investigazioni, bloccato il rilascio delle autorizzazioni di Polizia per 30 giorni

Il recente decreto legislativo per l’emergenza coronavirus ha disposto la sospensione del rilascio e del rinnovo del porto d’armi per un mese, al fine di liberare il personale delle forze dell’ordine impiegato in ufficio
Con il Paese in balia dell’emergenza coronavirus nei giorni scorsi il governo Conte ha varato d’urgenza un decreto (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo scorso) per arginare questa situazione di crisi. Uno degli effetti del Dl prevede anche la sospensione per un mese del rilascio e del rinnovo del porto d’armi in capo agli uffici della Polizia di Stato. Alla sospensione del porto d’armi, si aggiunge la sospensione per il rilascio del patentino per l’uso di munizioni ed esplosivi e le autorizzazioni per l’esercizio di attività di vigilanza e investigazioni private.
L’iniziativa intrapresa dal Governo è motivata dalla necessità di impiegare il personale della polizia, occupato in mansioni burocratiche-amministrative, in attività volte a contrastare lo stato d’emergenza dovuto al propagarsi del coronavirus nella Penisola. “Vi è la necessità” ha spiegato a margine la Protezione Civile “di disporre di tutte le forze dell’ordine per presidiare le zone di contagio e far osservare i divieti laddove più strettamente necessario al fine di prevenire la diffusione del contagio”.

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