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Tesserino e banche dati, Federpol vuole un confronto con il Governo

L’associazione nazionale degli investigatori privati lancia un appello al Governo per un confronto sul tesserino e sull’accesso alle banche dati della PA
Il tesserino di riconoscimento per gli investigatori privati e l’accesso regolamentato alle banche dati della pubblica amministrazione sono al centro del programma di Federpol per il 2020. L’associazione più importante in Italia per le agenzie investigative e della sicurezza ha chiesto, tramite il suo Presidente, Luciano Tommaso Ponzi, un incontro urgente con il Governo.
La sola cosa che ci interessa è strutturare il percorso formativo nel modo più serio e inappuntabile per i nostri associati” ha dichiarato Ponzi “garantendo alla clientela un servizio di qualità sul piano degli standard etici e tecnici. Il tesserino ministeriale da esibire davanti agli interlocutori istituzionali insieme alla possibilità di avere accesso alle banche dati pubbliche in presenza di regole chiare e inderogabili, sono due iniziative che vanno in questa direzione”.
Il Presidente ha espresso la necessità di un confronto con il Governo sottolineando che “è arrivato il momento che il Ministero faccia chiarezza concedendo ai detective italiani di praticare un loro diritto allineandosi a quanto già accade nelle democrazie più aperte ed evolute. Chiediamo un incontro urgente al ministro Luciana Lamorgese, che si è appena insediata e alla quale auguriamo un buon lavoro, nella consapevolezza che a breve le nostre richieste potranno essere soddisfatte eliminando un pregiudizio obsoleto e anacronistico”.
Federpol (Federazione Italiana Istituti per le Investigazioni, le Informazioni e la Sicurezza) è da sempre molto attenta alla qualificazione e alla formazione dei propri associati e ha elaborato un codice deontologico di condotta tra i più rigorosi in Europa, accogliendo con favore l’obbligo della laurea triennale per svolgere l’attività di investigatore privato. Ad oggi, le agenzie associate a Federpol sono circa 1.000, in un comparto che conta più di 1.800 aziende, per un totale di 12 mila addetti e un fatturato di circa 500 milioni di euro.

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