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Simbolismo esoterico

Studio criminologico sul fenomeno delle Sette

La nostra cultura è pervasa da messaggi, alcuni occultati e altri provocatoriamente palesati, che mettono in luce l’esoterismo, il satanismo, le sette religiose, i riti e le associazioni segrete. Ormai è conosciuto a tutti che, il fondatore della Walt Disney, ha impiegato nei propri cartoni molti simboli massonici, ma non è il solo. L’esoterismo, le associazioni segrete, i simboli “magici”, credenze e mistero, hanno sempre suscitato molto interesse e un certo fascino che condanna quotidianamente la società in un limbo pieno di mistero e persuasione.

La criminologia, per poter studiare e analizzare le Sette, deve necessariamente conoscere e carpire ogni piccola sfumatura dell’identità di questi gruppi. Il fattore criminologico cardine, che permette l’individuazione dei simboli esoterici, è il rito d’iniziazione, il giuramento e la segretezza. Il rito d’iniziazione è diverso per ogni tipologia di gruppo, sono previste diverse prove morali, fisiche, o atti simbolici che si chiedono all’individuo che vuole far parte di una setta.

La parola Setta deriva dal latino sector, che vuol dire “seguire” ma potrebbe prendere anche il significato dal verbo seco, ossia “tagliare, separare”. Per capire meglio la fenomelogia di Setta bisogna capire chi è Satana. Si dice che sia un demone caduto dal cielo, una ambivalenza tra male e bene. Inconsapevolmente nel nostro quotidiano vi è la presenza di una miriade di simboli “neri”; i bambini e gli adolescenti sono influenzati da tantissimi giochi, musiche methal che contengono linguaggi esoterici. Un modo per sembrare diverso, sentirsi parte integrante di un gruppo, di trasgredire difronte alle limitazioni dei genitori. Un gruppo di persone, molte volte innocuo, che induce la persona a prendere parte a riti, giochi di fiducia e coraggio, per superare i propri limiti ed essere accettati dagli altri membri. Le cose si complicano quando ci si imbatte in una setta, si entra tante volte per curiosità, affascinati dal “magico” che devono obbligatoriamente tenere al sicuro, mantenendo il segreto.

Psicologicamente il tener dentro un segreto implica la necessità di non rilevare qualcosa in modo da proteggere se stesso e gli altri, in questo caso, lo stress provocato si trasforma in adrenalina e puro autoritarismo che “rafforza” la psiche del custode.

In passato le Sette adescavano principalmente le persone più emarginate, ma oggi le modalità persuasive e di controllo si sono ampiamente perfezionate da essersi spostati e immersi nel vivere dei cittadini.

Tantissimi eventi hanno portato alla luce questa realtà, parallela alla nostra, basti pensare ai Bambini di Satana, all’isteria di massa (riti satanici, ipnotismo, immagini religiose e molestie), alla musica assassina degli anni ’80 che vennero accusate come d’istigazione verso i giovani al consumo di droghe e atti di ribellione verso famiglia. Vere e proprie sette che intrappolano le persone, senza vie di fuga, la debolezza emotiva o caratteriale, il potere della filosofia della setta che si sostituisce alla famiglia, generano una base concreta e difficile da distruggere; più si prova a uscire e più ne si rimane intrappolati.

Le Sette, sono abili eavsdropping, vere aggregazioni che prendono ispirazione alla predicazione di un capo spirituale o a dottrine di iniziazione, i cui principi sono nettamente diversi dalle religioni tradizionali. In questo caso, i crimini “tipici” e “atipici” nelle Sette sono osservati dai criminologi, nel loro aspetto e comportamento. In altre parole “la natura religiosa delle organizzazioni pseudo religiose non costituisce di per sé un elemento criminogenetico” ma al contempo il criminologo studia il “contesto” di un determinato gruppo, proprio per determinare la criminogenesi e la criminodinamica.

In questi casi, l’unico punto di riferimento è la violazione delle norme penali e lo studio, come è solito per gli addetti ai lavori, della scena dell’evento. Con Locard e la “teoria dell’interscambio”, l’evento criminoso si configura come l’interazione tra reo, vittima e ambiente, in cui avviene uno scambio di tracce tra soggetti e oggetti. Nei crimini a sfondo esoterico/satanico questa analisi è importantissima, un’osservazione ostica ma non impossibile. La fattispecie che rende un reato “satanico” è determinata da vari aspetti: tipologia di gruppo, associazione, la data (particolari giorni determinano ricorrenze tradizionali esoteriche) ecc.

Un’accurata analisi criminologica prevede 2 punti:

1) un crimine rituale non sempre presenta elementi diversi da un crimine normale;

2) la presenza di simboli occulti non può far pensare a una pista satanica.

Viviamo in un’epoca in cui i cambiamenti sociali si evolvono velocemente, tanto da non accorgersene; per questo, lo studio sistemico prevede uno multidisciplinare e interdisciplinare. È difficile, quasi impossibile carpire e prevedere che tipologia di crimine avverrà in futuro, purtroppo la società odierna è immersa nella criminalità, in ogni suo aspetto. Un modo consono in grado di attenzionare meglio l’esperto a un particolare allarmismo/pericolo sarebbe fattibile nel caso in cui si adotti una prospettiva sistemica, in grado di prevenire o magari prevedere un particolare segno di “pericolosità”.

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