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Processo penale: posso usare i documenti raccolti da un investigatore privato?

Le prove raccolte da un investigatore privato dovranno rispettare quanto stabilito dalla legge

È possibile diventare investigatore privato grazie ad un’apposita licenza rilasciata dal Prefetto che consente all’interessato di svolgere attività di vigilanza, di investigazione o di ricerca per conti di privati.

Cosa può fare un investigatore privato?

Nello specifico, l’investigatore privato può fare pedinamenti, scattare foto o filmati, affinché le foto e i video siano rispettivamente scattate e riprese in un luogo pubblico o aperto al pubblico, registrare dialoghi e/o colloqui in sua presenza, ancora, fare sopralluoghi con il consenso del proprietario del luogo, utilizzare strumenti di localizzazione come Gps satellitare, allo scopo di rilevare gli spostamenti eventualmente di un’auto, raccogliere informazioni da documenti di libero accesso e infine, dotarsi di collaboratori.

Ma cosa non può fare?

L’investigatore privato dovrà rispettare quanto definito e stabilito dalla legge, pertanto, non potrà intercettare conversazioni telefoniche, ovvero,  dialoghi intercorsi tra altri soggetti e non in sua presenza, ciò significa che l’investigatore non potrà registrare “una chiacchierata” senza che lui faccia parte di quella stessa conversazione.

Non potrà, altresì, recarsi in luoghi di privati dimora, o scattare foto e/o riprese video all’interno di quel luogo senza il dovuto permesso e consenso del titolare del posto o accedere ad un conto corrente personale. Lo stesso non potrà raccogliere o acquisire informazioni tutelate dal diritto di riservatezza.

L’insieme degli elementi raccolti dall’investigatore privato possono, conseguentemente, essere validamente utilizzati come mezzi di prova all’interno di un processo penale. I dati, le foto, i video acquisiti potranno essere utilizzati anche all’interno di un processo civile. A condizione che la relativa acquisizione sia avvenuta nel pieno rispetto della legge. In caso contrario, le prove raccolte non potrebbero in alcun modo essere usate come prove all’interno di un processo.

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