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Privacy, il primo bilancio sul GDPR

Con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Ue sulla privacy, nel 2018 in Italia ci sono state 4.704 segnalazioni, 1.326 in più rispetto all’anno precedente
Il Garante della privacy, Antonello Soro, ha stilato il primo bilancio dall’entrata in vigore del nuovo Regolamento Ue in materia di trattamento dei dati personali, comunemente noto come GDPR. Dal 25 maggio scorso al 31 dicembre 2018 in Italia ci sono state 4.704 segnalazioni e reclami agli organi competenti, 1.326 in più rispetto al 2017. Secondo i dati pervenuti dall’ufficio dell’Autorità emergono anche 43.269 comunicazioni di dati di contatto dei Responsabili per la Protezione dei Dati, 13.835 contatti con l’ufficio relazioni con il pubblico e 630 notificazioni di Data Breach.
Tra i punti cardine del nuovo GDPR ci sono il diritto all’oblio e alla portabilità dei dati, le notifiche di violazione agli utenti e alle autorità nazionali e la possibilità per le imprese di rivolgersi ad un’unica autorità di vigilanza. Fondamentale inoltre, il cosiddetto principio di “responsabilizzazione”, che attribuisce direttamente ai titolari del trattamento il compito di assicurare il rispetto dei principi applicabili al trattamento dei dati personali.
Martedì 29 gennaio, in occasione della “Giornata europea della protezione dei dati personali”, si è tenuto a Roma un convegno intitolato “I Confini del Digitale, nuovi scenari per la protezione dei dati”, promosso dal Garante della privacy Antonello Soro. Tra gli argomenti in programma, l’Autorità ha fatto il punto sulla situazione attuale e sui pericoli provenienti dalla Rete. “Si stima” ha sottolineato Soro “che la perdita economica imputabile al cyber crime possa raggiungere nel 2020 i 3.000 miliardi di dollari e che gli attacchi informatici possano interessare il 74% del volume degli affari mondiali”. Il Garante ha ricordato che “la porta d’ingresso degli attacchi informatici sono banche dati non sufficientemente protette, come dimostrano anche le violazioni registratesi, nei mesi scorsi, nel nostro Paese. Solo a novembre un attacco massivo, mai avvenuto prima in Italia, ha colpito circa tremila soggetti pubblici e privati e ha portato all’interruzione dei servizi informatici degli uffici giudiziari distrettuali dell’intero territorio nazionale”.
L’Autorità ha inoltre rimarcato l’importanza di un’adeguata tutela della privacy nella società odierna, in quanto “la protezione dei dati può divenire presupposto di sicurezza, promuovendo quella resilienza indispensabile per la difesa della democrazia nel rispetto della sua identità e con mezzi, dunque, democratici. Se prive di regole” ha aggiunto Soro “le nuove tecnologie possono alimentare un regime della sorveglianza tale da rendere l’uomo una non-persona, un individuo da addestrare o classificare, normalizzare o escludere”.
 
 

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