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Costanzo: “Diamo dignità alle guardie giurate”

Status giuridico, orario di lavoro e registro delle guardie giurate: questi sono i punti cardine della risoluzione presentata in Commissione Lavoro dal Governo
Con l’intervento del 13 febbraio scorso in Parlamento, l’On. Jessica Costanzo ha esposto i rischi e le problematiche che affliggono il comparto della vigilanza privata, a partire dal CCNL, ai massacranti turni di lavoro, per finire con la mancata regolarizzazione e qualificazione di un settore che gioca un ruolo ormai cruciale per la sicurezza pubblica. A fronte di tutto questo, il Governo ha deciso di depositare in Commissione Lavoro un documento che contiene le linee guida per una riforma che assicuri dignità e valore al comparto della vigilanza privata.
In esclusiva, abbiamo avuto il piacere di intervistare Jessica Costanzo, prima firmataria della risoluzione, per discutere con lei di questi argomenti e avere una visione d’insieme di quanto sta succedendo nel Paese sul fronte della sicurezza.
Gentile On. Jessica Costanzo,
Quali sono i punti principali della risoluzione presentata dal Governo in Commissione Lavoro?
La risoluzione depositata alla Commissione Lavoro il 13 febbraio scorso contiene le linee guida di una riforma che si rende necessaria per dare dignità ad una categoria che ormai, da troppi anni, verte in una condizione critica sotto una moltitudine di aspetti. I punti cardine della riforma, dai quali partire per un percorso di miglioramento sono:
1) Lo status giuridico della guardia particolare giurata. Si richiede di elevarlo ad “agente ausiliare di pubblica sicurezza”. Questo viene richiesto non indistintamente per tutto il personale impiegato, ma per tutti gli addetti ai servizi che oggi sono affidati alle guardie particolari giurate ed in passato erano invece svolti dal personale delle Forze dell’Ordine.
Tali servizi, per la loro peculiarità e delicatezza, sono oggi svolti da personale particolarmente formato, addestrato e che ha raggiunto qualificazioni rilasciate da Enti o Pubbliche Autorità. Basti pensare alla vigilanza presso gli aeroporti, i porti, le grandi stazioni ferroviarie o siti di interesse rilevante come le Industrie Aeree o Aerospaziali. Servizi di pubblica utilità che vengono oggi affidati a personale privato che non ha alcuna qualifica giuridica o potestà utile, se non addirittura necessaria, a garantirne l’efficace svolgimento del servizio stesso;
2) Orario di lavoro. Tutela della salute. Si chiede di riesaminare e riformare la disciplina derogatoria che oggi viene applicata ai lavoratori della vigilanza privata. L’orario di lavoro delle guardie giurate è demandato interamente alla disciplina contenuta nel contratto collettivo, essendo questo un settore in deroga alla disciplina sull’orario di lavoro di cui al D.lgs. 66/2003, che ha recepito le direttive europee 93/104/CE e 2000/34/CE. La detta esclusione la propria giustificazione in virtù della particolarità dei servizi svolti dalla guardia giurata, ponendo queste sullo stesso piano delle Forze dell’Ordine, della Polizia Locale e delle Forze Armate più in generale. Il contratto collettivo, che ricordiamo rappresenta in materia di orario di lavoro la sola fonte del settore, prevede un impianto derogatorio che allo stato consente alla guardia giurata di fruire di meno ore di riposo giornaliero e settimanale senza accordare specifiche protezioni adeguate e soprattutto senza prevedere alcuna sanzione nel caso di violazioni delle stesse poche norme presenti a tutela. Stesso discorso vale per i limiti dell’orario giornaliero e straordinario. Non raro è il caso di guardie giurate che svolgono servizi di oltre 13/14 ore giornalieri o che raggiungono un monte ore annuo tra le 2000 e le 3000 ore lavorate. Tale impianto derogatorio deve essere di certo riformato a tutela di un bene molto più prezioso. La salute.
3) Istituzione di un registro delle guardie particolari giurate. La richiesta si rende necessaria al fine di stabilizzare e disciplinare la mobilità del personale. E invero, il settore della vigilanza è oggi fortemente connotato da una elevata mobilità dei lavoratori dovuta all’alternarsi dei cambi di appalto nel settore della vigilanza. È ricorrente l’ipotesi in cui, nel caso di subentro per aggiudicazione del servizio, l’istituto entrante non rilevi alle sue dipendenze l’intero personale. In quel caso, i lavoratori in eccesso possono essere anche licenziati se l’istituto uscente non è in grado di garantirne l’occupazione. L’istituzione del registro, servirebbe a collocare i lavoratori che hanno perso il lavoro, per cause non imputabili alla loro volontà, in attesa di nuova occupazione. Gli istituti potrebbero/dovrebbero attingere dal registro per le nuove assunzioni, magari garantendo anche degli sgravi per incentivarne l’utilizzo. Questo garantirebbe una continuità dell’attività lavorativa e un minore rilascio di titoli di polizia a beneficio delle Prefetture interessate e salvaguardia del livello occupazionale del settore.
Questi sono i tre punti cardine sui quali dare inizio ad una riforma del settore.
Lei ha chiesto il riconoscimento alle guardie giurate della qualifica di pubblico ufficiale o di agente ausiliario. Quanto può influire quest’aspetto ai fini dello svolgimento del mestiere di guardia giurata?
Come già detto nella precedente risposta, la qualifica di agente ausiliare di pubblica sicurezza consentirebbe, al personale adeguatamente formato e qualificato, di svolgere in maniera più efficiente il lavoro che già oggi svolge in condizioni troppo spesso non ottimali. Il riconoscimento di alcune potestà permetterebbe agli addetti lo svolgimento dei propri compiti con maggiore efficienza a beneficio dell’intera collettività che ne è il principale fruitore. Nei servizi di vigilanza per la sicurezza dell’aviazione civile, dei porti mercantili o turistici, il controllo delle grandi stazioni, dove ogni giorno migliaia di persone avvertono uno stato di precaria sicurezza, potrebbe essere così garantito un crescente standard qualitativo in termini di efficacia.
Allo scopo di scongiurare gravi episodi di violenza (in particolare per l’attività di portavalori) non crede serva anche più cooperazione tra le Forze dell’Ordine e gli Istituti di vigilanza?
Già oggi il personale della vigilanza privata opera spesso a stretto contatto con il personale delle Forze dell’Ordine che ha sempre garantito, e continua a garantire, la massima collaborazione soprattutto negli interventi più delicati. In innumerevoli occasioni l’assistenza da parte delle Forze dell’Ordine, nel caso di aggressioni o altri episodi violenti, è stata immediata. Viceversa, non ultimi, gli episodi accaduti presso la stazione di Torino che hanno visto protagonisti, e anche vittime, alcuni poliziotti aggrediti da un utente e hanno potuto contare sull’immediata collaborazione del personale della vigilanza presente in loco. Purtroppo, in relazione al servizio di trasporto valori, un ruolo fondamentale può essere giocato dalle Questure e dalle Prefetture nel valutare diversamente la regolamentazione propria del servizio imponendo nuove e più stringenti modalità di svolgimento dello stesso in termini di numero di uomini impiegati, mezzi tecnici necessari e orari di svolgimento del servizio. Pur facendo presente che il servizio, per la sua natura, resta tra i più rischiosi demandati alla vigilanza privata.
Il 1° febbraio è stato attivato il database delle guardie giurate. Un’iniziativa molto attesa e un passo importante per la regolarizzazione e la qualificazione del mestiere di guardia giurata. Cosa ne pensa?
L’attivazione del database delle guardie giurate rappresenta un segnale chiaro da parte del Governo nel voler riservare particolare attenzione a questo settore. Il database avrà la funzione di monitorare il mantenimento dei requisiti prescritti in ordine ai titoli di Polizia occorrenti per lo svolgimento della mansione di guardia particolare giurata. L’istituzione del predetto database assolve altresì la funzione di permettere agli Organi preposti di effettuare una continua sorveglianza su tutti i soggetti interessati e di intervenire laddove la guardia giurata non dovesse seguire scrupolosamente le disposizioni vigenti relative ai titoli di Polizia. L’attivazione del database non deve tuttavia confondersi con il Registro delle guardie particolati giurate, da noi richiesto nella Risoluzione, che assolve infatti ad una diversa esigenza, come già precisato.
Di recente c’è stato un incontro tra le parti datoriali e le associazioni di settore con il Sottosegretario dell’Interno, l’On. Molteni: come crede continuerà il dialogo con il Governo e quale sarà il suo impegno in futuro?
L’incontro ha sicuramente rappresentato un fondamentale momento di confronto tra i rappresentanti del Governo e le rappresentanze datoriali e sindacali. I temi trattati sono fondamentali per il rilancio del settore e sono certa che, unitamente agli obiettivi indicati nella Risoluzione, si possa giungere ad un concreto rinnovo della normativa relativa al settore della Vigilanza Privata che, tutt’oggi, fonda i suoi basamenti su un quadro normativo ormai datato, come, ad esempio, il R.D. 773/1931 poi attuato con D.M. 635/1940, che non tiene in debito conto l’evolversi delle tipologie di servizi col tempo demandati alla Vigilanza Privata.

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