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Contraddittorio

Accertamento e contraddittorio: cosa prevede la riforma fiscale?

Il contraddittorio preventivo mira a rendere meno conflittuale i rapporti tra il fisco e i contribuenti. La procedura di accertamento può ricorrere a questo strumento come previsto dalla riforma fiscale.

Il decreto legislativo 219/2023, che ha inserito il contraddittorio preventivo obbligatorio per qualsiasi atto impugnabile, e il successivo decreto legislativo 13/2024, che ha messo in evidenza il ruolo del contraddittorio preventivo nelle procedure di accertamento, hanno entrambi dato attuazione alla legge di riforma fiscale.

Il principio del contraddittorio

Il contraddittorio rappresenta un pilastro fondamentale nel processo di accertamento fiscale, in cui il contribuente ha il diritto di essere ascoltato prima che l’amministrazione finanziaria emetta un atto impositivo. Questa procedura è stata ulteriormente rafforzata dalla recente riforma fiscale, che mira a garantire maggiore trasparenza e partecipazione attiva del contribuente. Il processo inizia quando l’amministrazione invia al contribuente uno schema dell’atto impositivo, fornendo almeno 60 giorni per presentare controdeduzioni o richiedere accesso agli atti del fascicolo. Durante questo periodo, l’atto impositivo non può essere adottato, assicurando così un tempo adeguato a preparare una difesa efficace.

L’efficacia del contraddittorio

La riforma introduce meccanismi per assicurare che il contraddittorio sia non solo formale, ma anche sostanziale. Le osservazioni del contribuente devono essere considerate attentamente dall’amministrazione, che è tenuta a motivare l’eventuale non accoglimento di tali osservazioni. Questo implica che il processo di revisione dell’atto impositivo può portare all’archiviazione del caso o alla modifica dell’atto stesso, basandosi sulle nuove evidenze fornite dal contribuente. La normativa sottolinea l’annullabilità degli atti per violazione delle norme sul contraddittorio, rafforzando così il diritto del contribuente a partecipare attivamente e a essere trattato con equità.

Implicazioni della riforma

La riforma del contraddittorio ha implicazioni significative per entrambe le parti coinvolte. Per l’amministrazione fiscale, essa comporta un obbligo di maggiore trasparenza e giustificazione delle proprie decisioni, riducendo il rischio di contenziosi basati su procedure inique o insufficientemente motivate. Per i contribuenti, la riforma offre una protezione aggiuntiva, garantendo che le loro osservazioni vengano prese in seria considerazione e che abbiano un ruolo attivo nel processo di accertamento. Questo cambiamento normativo punta a migliorare il rapporto tra fisco e contribuenti, promuovendo un clima di maggiore fiducia e collaborazione.

La riforma del contraddittorio rappresenta un passo avanti verso un sistema fiscale più equo e partecipativo, dove il dialogo tra amministrazione e contribuenti è centrale. La trasparenza e l’efficacia del processo di accertamento fiscale sono migliorate, assicurando che le decisioni siano giustamente motivate e che i diritti dei contribuenti siano rispettati in ogni fase del procedimento.

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